Che razza di razza!

L’otto febbraio scorso si è conclusa la mostra interattiva itinerante “Che razza di razza!” organizzata nei locali della sede AICS di Firenze da Unicoop per le scuole medie superiori. La tappa ha visto la partecipazione di 44 classi appartenenti a 18 scuole del territorio fiorentino, per un totale di 1025 studenti e 88 docenti coinvolti.

Attraverso un percorso esperienziale, la mostra ha affrontato i temi di razza e razzismo suggerendo l’idea che se il razzismo è un fenomeno culturale, ovvero un modo diffuso di interpretare la realtà tipico di una cultura perché socialmente appreso, così come è stato imparato può essere disimparato.

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Alla conclusione dell’iniziativa sono stati raccolti i commenti di alcuni docenti che hanno partecipato all’iniziativa:

«Le attività sono state utili in quanto i ragazzi hanno discusso a lungo, tra loro e con noi docenti, su quanto avevano visto e fatto. È nata dunque una riflessione in loro sui concetti di “pregiudizio” e “razzismo”, spesso sottovalutati o generalizzati.»
Istituto Tecnico Agrario, Firenze

«Esperienza sicuramente positiva sotto vari aspetti. Ha rappresentato un momento forte, di riflessione, di condivisione.»
IIS Sassetti Peruzzi, Scandicci

«È andato tutto benissimo. Grazie per l’organizzazione e soprattutto per averci dato l’opportunità di vivere un’importante esperienza di crescita culturale e non solo!»
IIS Sassetti Peruzzi, Firenze

«È un’esperienza “toccante” che spinge alla riflessione. Ragazzi e ragazze si sono confrontati, forse per la prima volta, con ciò che pensavano fosse un problema che non li riguarda.»
Scuola sec. I grado Pier della Francesca

Queste, invece, le voci degli studenti:

«Dopo questa esperienza ho capito come si può sentire uno straniero tra noi. Durante la simulazione mi sono talmente immedesimata che ho provato sensazioni bruttissime: è veramente inutile discriminare quelli che riteniamo diversi da noi, siamo tutti diversi!»

«Certamente la simulazione ci ha permesso di metterci dei panni di chi viene in Italia e così comprendere meglio quello che provano e vivono gli stranieri tra noi, che poi è lo stesso tipo di trattamento che ricevevano gli italiani andando a lavorare all’estero, soprattutto in America. Il disagio che abbiamo provato è stato il modo più semplice e diretto per farci capire tante cose.»

«Sono tornata a casa con la consapevolezza ancora più forte che IL RAZZISMO È UNA COSA SBAGLIATISSIMA!!!!!!!!!!!!! Durante la simulazione, pur sapendo che era tutta una finzione, ero molto a disagio, una sensazione bruttissima, quasi mi mettevo a piangere… ed ero anche con amici e professori! Ma come devono sentirsi quelli che da soli e in paesi stranieri vivono veramente queste situazioni!»

«Mi ha molto colpita anche il documentario sugli italiani all’estero: quanti pregiudizi, quanta cattiveria… e pensare che noi facciamo lo stesso…»

«Di questa visita ho avuto un’impressione molto positiva, ho avuto la possibilità di colmare le mie lacune. L’argomento è molto complesso, ognuno ha le sue idee, ma io non sono razzista e ho capito che il razzismo nasca dalla paura dell’uomo verso il prossimo.»

«Mi sono resa conto di quanto siamo impulsivi nel dare giudizi sugli altri.»

«Sarò banale, ma sì, ha ragione Einstein, di razze ce n’è una sola, quella umana.»

«È stato veramente interessante, ho avuto l’occasione di ampliare le mie conoscenze, la mia mente. Infatti non mi ritenevo una persona razzista, ma lo ero. La parte più educativa è stata la simulazione: niente ti insegna quanto provare sulla tua pelle!!! Mi sono resa conto anche di come il modo di trasmettere le notizie nei TG influenzi il nostro modo di giudicare gli stranieri.»

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